Storia contemporanea, Lipari antifascista
Fuga dal confino,27 LUGLIO 1929.
E’ una notte senza luna quella del 27 luglio 1929,sono le 21.30 quando un motoscafo si avvicina alla costa di Lipari, l’imbarcazione, motori spenti, è ancora immersa nell’oscurità quando 3 ombre che hanno eluso la sorveglianza fascista e dei carabinieri la raggiungono a nuoto.
Lipari 1929:fuga dal confino è un libro di Luca di Vito e Michele Gialdroni che mette al centro la rocambolesca fuga da Lipari di Emilio Lussu, Carlo Rosselli e Francesco Nitti. Siamo nella seconda meta degli anni 20 e Benito Mussolini elegge Lipari a “CAPITALE” dei confinati dissidenti al regime fascista. Distribuiti presso privati domicili, ma rigorosamente dentro la cinta cittadina, Lipari arriverà a contarne fino a 500. Personaggi illustri che hanno scritto la storia antifascista italiana come Emilio Lussu, fondatore del partito sardo d’azione antifascista, politico e ministro nella ricostruzione dell’Italia post seconda guerra. Carlo Rosselli giornalista e filosofo, teorico del socialismo liberale, dottrina socialista riformista non marxista ucciso nel 1937 in Francia da un gruppo francese eversivo su mandato presunto di Galeazzo Ciano. Francesco Fausto Nitti antifascista e partigiano, fondatore dell’organizzazione antifascista Giustizia e Libertà.
La fuga fu organizzata epistolarmente con lettere scritte in codice e la pianificazione durò più di un anno con diversi tentativi falliti.
Il motoscafo che si fece trovare a marina corta intorno le 21 al calar delle luci del 27 luglio era guidato da Italo Oxilia e coadiuvato da Gioacchino Dolci, antifascista e già confinato sull’isola fino l’anno prima. La fuga riuscì,il motoscafo silenzioso e a motore spento si avvicinò in proiezione a quello che oggi è il ristorante IL Pirata. I tre fuggiaschi raggiunsero a nuoto l’imbarcazione e un confinato, Fabbri che doveva essere del gruppo, per evitare di essere scoperti s’immolò facendosi arrestare. Il Dream V riaccese i motori e tra lo stupore di carabinieri e gendarmi ormai elusi prese il mare per Tunisi luogo di partenza della stessa missione.
In quella serata avventurosa fu scritta una pagina importante della storia antifascista italiana.
Un segnale di resistenza al regime manifestato con una rischiosa e difficile evasione.
Un messaggio che comunicava alla popolazione civile disobbedienza e ribellione al regime fascista.

