Vulcani e natura
Vulcanismo
La forma a Y dell’arcipelago è originata da un vulcanismo millenario che ha generato due archi vulcanici parzialmente sommersi di cui ammiriamo solo le cime emerse, esattamente 7. L’arco di sinistra spento: Salina, Filicudi ed Alicudi. L’arco di destra attivo in diverse forme ed intensità: Lipari, Vulcano, Panarea, Stromboli.
Ma cosa c’è alla base di questo dinamismo geologico?
C’è la subduzione geologico-magmatica, ovvero lo scivolamento della placca ionico-africana sotto quella dell’arco calabro, di origine euro-asiatica. L’origine dell’arcipelago possiamo quindi configurarlo nell’evoluzione geologica del mediterraneo.
L’arcipelago è formato da 7 strato vulcani e in questo contesto vanno anche inseriti i vulcani sommersi. Lametini, Alcione, Palinuro sul prolungamento nord est dell’arcipelago. Eolo, Enareto, Sisifo sul prolungamento ovest. Il Marsili perfettamente a nord chiude questo anello. Settore occidentale, originato 500 mila anni fa e comprende Alicudi, Filicudi e Salina. Settore centrale, originato 200 mila anni fa e comprende Lipari e Vulcano. Settore orientale, originato 150 mila anni fa e comprende Panarea e Stromboli.
Vulcani
Monitoraggio vulcanismo
Le Isole Eolie sono uno dei territori maggiormente monitorati dal punto di vista vulcanologico. Esistono tre presidi dell’INGV permanenti: Lipari, Vulcano, Stromboli. Gli studi sono stati implementati a partire dallo tsunami del 30 dicembre 2000, provocato dallo scivolamento di una porzione della sciara del fuoco a mare. Questo provocò un onda anomala che si propagò fino alle spiagge di Piscità e di Scari. Fortunatamente il periodo di bassissima stagione fece in modo da minimizzare i danni che furono soltanto alle struttura e case disabitate. Altro episodio che ha determinato l’innalzamento dell’attenzione e del monitoraggio è stata la riattivazione dei geyser di Panarea, 2002.
Tipi di attività
Vulcaniano
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L’ultima eruzione e la sua descrizione in “attività di tipo vulcaniano”.
Dal 3 agosto 1888 al 22 marzo 1890 avverrà l’ultimo periodo eruttivo di Vulcano. Questo evento richiamò sul luogo alcuni tra i più importanti geologi e vulcanologi del periodo tra cui Giuseppe Mercalli e Orazio Silvestri rispettivamente delle università di Napoli e Catania.
L’osservazione delle eruzioni sul campo, sia da Vulcano che da Lipari sud, portò alla descrizione della attività eruttiva di tipo vulcaniano che fu descritta con una sequenza di eruzioni intermittenti, con colonne di fumo alte mediamente da 2 a 10 km. Frammenti di lava e magma sottoforma di blocchi a crosta di pane.
L’eruzione avvenne la notte del 3 agosto e svegliò, tanto forte fu il boato e il tremore associato anche gli abitanti della vicina Lipari.
Vulcanello è un’appendice a nord est dell’isola ed è emersa inizialmente come piccolo isolotto con eruzioni sottomarine tra il 183 a.C. e il 21°.Solo intorno al 1500 l’Isola si ricongiungerà tramite un istmo naturale all’isola madre.
“Nell’arcipelago Eolico,oltre Stromboli, arde incessantemente un’altra isola, la quale, come racconta Tucidide, venne dagli antichi chiamata Hiera, ossia sacra a Vulcano, tale essendo la forza e la continuità dei suoi fuochi, da far credere ai vicini isolani, che qui avesse sede e fucina il Dio del fuoco”
Cosi scrive Giuseppe Mercalli alla fine dell’1800.
Tipi di attività
Stromboliano
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Stromboli con la sua indefessa e ritmica attività, da solo, svelò ai geologi gran parte delle meccanismo delle eruzioni” Giuseppe Mercalli, da Vulcani e fenomeni vulcanici, Milano 1883.
Attività caratterizzata da espulsione di scorie incandescenti, lapilli e bombe di lava sino ad una altezza di decine o centinaia di metri rispetto le bocche eruttive.
Sono eruzioni di livello energeticamente medio basso.
Sempre dentro l’attività normale ci sono eruzioni definite maggiori, le major eruption, con un rilascio energetico più importante.
Purtroppo e non predette vi sono i fenomeni di parossismo. Queste sono eruzioni ben più forti e che emettono materiale vulcanico sotto forma di scorie, gas, ceneri, pomici, lapilli.
La colonna di fumi e gas si alza per diversi kilometri. La forza estrinsecata è tale che si può modificare la sommita dell’edificio craterico, oltre all’apertura di nuove bocche.
Vulcani e natura
Territorio
Vulcani e natura
Naturalismo
Le Isole Eolie sono il primo patrimonio naturale Unesco istituito in Italia con nomina a Cairns, Australia nel dicembre 2000 e rappresentano un unicum esclusivo dentro il bacino del mediterraneo.
Un insieme di caratteri naturalistici, geologici, vulcanologici e antropologici che messi insieme conferiscono a questo territorio un valore unico e distinguibile.
La conoscenza storica delle Isole Eolie ci è pervenuta già dai testi antichi.
Tucidide, Strabone, Pausania, Diodoro siculo, Plinio, Cicerone sono solo alcuni intellettuali, storici e filosofi, che hanno mostrato interesse nei confronti di questo piccolo arcipelago a ridosso dello stretto di Messina e tanto caro nel tempo ai rispettivi dominatori che lo hanno abitato.
La natura primordiale unita agli eventi vulcanici di Vulcano, Stromboli e di Lipari hanno innescato sete di conoscenza in molti viaggiatori naturalisti, ma anche ricercatori e intellettuali di diverso genere.
Plinio in Historia Naturalis (77-78 d.C.) racconta con narrazione enciclopedica argomenti di astronomia, geografia, scienze naturali, biologia inserendo in questo prezioso testo le Isole Eolie.
Seguiranno in periodi più moderni il biologo Spallanzani, il geologo Dolomieu, il Barone di Mandralisca, gli scrittori Alexander Dumas e Guy de Maupassant.
Sono solo alcune illustri figure che in vari periodi hanno voluto conoscere da vicino queste piccole isole e poi raccontarle attraverso opere, testi, documenti.
Oggi la ricerca scientifica e tassonomica ci rivelano endemismi esclusivi floristici e faunistici.
Questi endemismi sono stati conservati dal carattere geografico dell’arcipelago, unito alla discontinuità insulare, conservando specie che oggi risultano protette in aree dedicate.
Un esempio di endemismo peculiare delle isole eolie appartiene alla lucertola Podarcis raffonei, una specie che negli ultimi anni ha dovuto conservarsi con difficoltà per la crescente antropizzazione dovuta ai flussi turistici.
Per questo la tutela del piccolo rettile oggi è preservata da progetti universitari finanziati dalla comunità europea al fine di garantirne la sopravvivenza, su tutti il progetto LIFE denominato EOLIZARD.
Oggi la Pordacis raffonei non è più presente in tutte le isole ma soltanto nel Faraglione di Pollara a Salina, Faraglione la Canna a Filicudi, sul nek vulcanico strombolicchio di Stromboli e su un piccolo promontorio di Vulcano, capo grosso.
Vulcani e natura
Turismo sostenibile
Il Turismo Sostenibile è una scelta mirata a preservare il rapporto ecologico tra il viaggiatore e la destinazione.
Le isole eolie sono una destinazione dove anche in periodi di alta stagionalità si può assaporare il ritmo lento e riuscire quindi ad entrare con maggiore facilità ed empatia dentro il “luogo”.
La nostra missione comunicativa è quella di preservare la bellezza del nostro territorio e i suoi caratteri naturalistici.
Scegliere di vivere un luogo Naturalistico non deve essere una scelta passiva, ma deve ancor più convincere al cospetto di madre natura, che un modo diverso di approcciarsi alla scoperta di un luogo è possibile.
Non a caso le Isole Eolie sono Patrimonio Naturalistico Unesco dove vulcanismo, natura e bellezza paesaggistica rimangono in stretta connessione.
Ma questo dipende da noi e dalle nostre scelte, dai nostri modi e dalle nostre azioni. Dal modo armonico di entrare in connessione e relazione tra noi e il nostro bellissimo pianeta.

